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Pensieri e...Parole...
 

Questo è un angolo dove riportiamo poesie trovate su web...
Parole scritte da persone volontarie e non...
Impressioni... sensazioni... emozioni...

 
 

Il mio cane pensa...
Il pensiero di chi ama gli animali


 
  • La mia vita finirà entro 10/15 anni.
    Ogni separazione da te mi darà dolore.
  • Dammi tempo di capire cosa vuoi da me.
  • Fidati di me
    E' importante per il mio benessere.
  • Non essere arrabbiato a lungo con me.
    Tu hai amici, lavoro e diretimento.

IO HO SOLO TE

  • Parlami. Se non comprendo le tue parole,
    capirò comunque la tua voce.
  • Attento a come mi tratti.
    Io non dimeticherò mai.
    Prima di picchiarmi, ricorda che io
    ho denti ma cerco di non morderti
  • Prima di sgridarmi perchè sono pigro,
    chiediti se c'è qualcosa che di sbagliato,
    se sono malato o se sto diventatno vecchio e debole
  • Abbi cura di me quando invecchierò
    succederà anche a te.
  • Accompagnami nel mio ultimo viaggio.
    Non dire mai "non posso sopportare di vederlo"

TUTTO E' PIU' FACILE PER ME SE TU MI SEI VICINO.

La pappa di Manu



 
 

Non ti ho tenuto ...
Inviato da Michela


 

Non ti ho tenuto 9 mesi dentro di me,
non ho il corpo ricoperto di peli
e neppure mammelle gonfie da cui farti succhiare latte
eppure sei mio, eppure sò che ci sentiremo uguali,
quando per la prima volta ti stringerò
e tu per la prima volta mi vedrai
Ho provato tante volte a sognarti
eppure sò che ti vedrò più bello di mille desideri,
più mio di mille cose che ho da una vita
Tornerò a casa e tu ci sarai
riderò e tu ci sarai
piangerò e tu ci sarai ancora
Vivremo insieme e insieme correremo sull'erba bagnata
o su ispide salite
insieme ci siederemo e aspetteremo la notte che scende
e poi un nuovo giorno che nasce
Forse qualcuno un giorno ci chiederà quale strano rapporto
ci unisce, chi sia cane e chi persona
Bhè, ad esso risponderemo tu nel tuo modo ed io nel mio:
NE' CANE NE' PERSONA,semplicemente una unica cosa

di CECILIA ROMANI

 

 
 

Il silenzio delle urla...
Entrare in un posto senza stelle...

Scritto da A. una delle volontarie che cerca di dare anima agli occhi in gabbia


 

Quando entri in un posto senza stelle… come si aprono le porte... pensi sempre di non riuscire a fare un passo oltre… i cani che abbaiano... la tua paura di essere il motivo di aggressioni tra di loro… siamo consapevoli che ogni cambiamento per loro è motivo di eccitazione… ognuno di loro fa di tutto per mettersi in mostra… e tutto ciò aumenta il rischio che si aggrediscano… ma lo fai… le gambe cominciano a fare dei passi… e tu entri…

Si aprono le porte… un odore acre, violento ti entra dentro le narici… fino ad arrivarti allo stomaco… non hai il coraggio di guardarti intorno… non hai il coraggio di sentire quelle urla… ti metti le mani sulle orecchie… ma loro sono tanti… tutto è molto più forte… le loro urla…  il rumore del ferro delle gabbie dove loro sbattono contro con le zampe… vorresti scappare… ma sai che se non entri… loro non usciranno… ti gira la testa… si annebbia tutto… e capisci che devi fare un gran respiro… togliere cuore e anima… ti scende all’improvviso un velo… e tutto torna nella norma… le gambe riprendono a camminare… prendi la macchina fotografica… e inizi a scattare… è lì che metti la loro anima… e lì che c’è la loro  possibilità di uscita…
 
Alcuni sono anni che sono chiusi li dentro, altri da poco, ma ogni volta non smettono di sperare…

Anni che nessuno li ha mai visti… posti senza stelle... dove prima non si poteva entrare e quando ti danno un permesso… devi correre… stai male… stai bene… DEVI andare… perché forse è l’unica occasione che ti danno… ed forse è l’unica occasione che hanno…

Devi essere veloce, devi aver la capacità di valutare, devi lasciare il cuore e l’anima a casa… devi fare una valutazione fredda, lo stato di salute… la gravità della situazione, notare i minimi particolari nel minor tempo possibile….

Non puoi farti prendere dall’emozione… impazziresti… ti giocheresti l’unica occasione che hai… l’unica occasione che hanno… non puoi criticare o commentare ciò che vedi… perché altrimenti non faresti un passo in più… perhcè il posto senza stelle... non aprirebbe più le porte...

Le foto… l’unica cosa che puoi fare e di dare anima alle foto che fai… cercare di rappresentarli nel modo migliore possibile… li guardi… li guardi tutti… li guardi negli occhi… quello sguardo ti entra dentro… e non lo dimenticherai mai…. I loro occhi… più delle loro urla… i loro occhi ti fanno male… ti feriscono come un coltello nel cuore… quando li guardi negli occhi… scende un silenzio… quel silenzio con cui tu puoi parlare con loro… è come se ti capissero... come se sapessero che stai facendo qualcosa per loro… e come se sapessero che gli stai dando una speranza….

Quando esci... torni a casa... rivedi le foto... è come se fossi ancora lì... sono tanti e di ognuno ti devi ricordare il particolare più importante... non puoi sbagliare... il tuo errore di valutazione ne va della loro vita...

Li pubblichi, li pubblicizzi e... speri che qualcuno chiami per loro... e che un giorno quelle "urla nel silenzio" per qualcuno di loro, si trasformino in mugulii di gioia...

La chiamata un giorno arriva... e ti chiedono... “ma abbaia?” , “ma perde il pelo?”, "è abituato a fare i bisogno fuori?", “ ma è sano?”, "ma se poi si ammala lo posso restituire?"… e tu che li hai visti hai cercato di dare loro l'anima... hai cercato di rappresentare la loro sofferenza... hai ancora i loro gridi di aiuto nelle tua testa... vorresti urlare...

Un'altra chiamata arriva e capisci che tanti invece amano nel profondo questi piccoli indifesi… e non gli importa se abbaiano… non gli importa che siano malati… loro li amano… e sono disposti a prenderli con loro... così come sono... e sono queste persone che ci danno la forza di andare avanti... di entrare ancora in quei posti a ZERO STELLE...

ADOTTARE UN CANE DIRETTAMENTE DA UN CANILE E' UN ATTO D'AMORE INCONDIZIONATO

 
 

Avere una coda (Consapevolezze)
Scritto da C. che ha adottato un cane direttamente dal un canile... a "0 stelle"


 

Passare un anno in gabbia.

Tre passi ed il tuo mondo finisce. Un mondo affollato, tanti arrivano, pochi vanno. Molti non sopravvivono.

Chi è più giovane e vitale sopporta. Sopporta il freddo intenso di inverni passati sul cemento, il caldo soffocante di un sole assoluto senza ombra, senza acqua... senza scampo. Sopravvive d'istinto, senza sapere quando... e se... finirà. Giorni, mesi, anni... non senti più il sapore del cibo di sempre, ignori i morsi quando disputi con gli altri reclusi quelle quattro insipide crocchette...

I primi tempi speri, quando vedi una mano le corri incontro uggiolando, festosa... piano piano capisci che quella mano è lì solo per gettare dentro altri come te.

Non hai che ricordi confusi di quel che c'era prima... forse un cibo diverso? Una carezza, sì, una carezza! Quella te la ricordi e continui a cercarla. Anche quando la mano si alza repentina e si abbatte con violenza sul tuo dorso, sul tuo muso. Anche quando vieni gettata via, scacciata, rifiutata.

Passano i mesi, lì sul cemento...

E un giorno, il giorno in cui non speri più... la mano apre la gabbia, si avvicina. Ti fai piccola piccola, temi... vieni sollevata, messa dentro lo stesso oggetto che ti ha lasciata lì... si muove, dove ti portano?

Arrivi finalmente, ore e ore di ansia, paura, domande... arrivi di nuovo in una casa. Hai paura a fidarti, il tradimento è difficile da dimenticare...

Ma le carezze, il cibo buono che ti viene offerto dalle mani, la compagnia di altri due cani allegri, felici... temi ancora quelle mani, ancora ti fai piccola... ma non ti sottrai. E ricevi solo carezze. Scopri il mondo come se fosse la prima volta, annusi l'erba, la senti sotto le zampe, ti sdrai su un tappeto (la cuccia ti sembra troppo) aspettandoti un rimprovero che non arriva... puoi chiedere, chiedere, chiedere e sempre ricevi.

Il tuo amore non è più a senso unico.

E stamattina hai fatto una scoperta. Hai scoperto che la tua coda non è semplicemente una mera copertura dei genitali in caso di paura... hai scoperto che la tua coda può stare eretta, muoversi ondeggiando rapidamente da un lato all'altro...

hai scoperto la gioia.

(dedicato a Fantasia, grazie per tutto quello che mi stai facendo capire, scoprire, amare...)

C.

 
 

Perchè loro... I Condannati


 

…i malati di leishmania sono dei "condannati a morte"… Prima nei canili venivano soppressi… ora, in alcuni posti, vengono lasciati morire… senza cure perché le cure costano troppo…

Loro sono magri da far paura, loro sono diventati "brutti" per una malattia non curata... molti hanno le piaghe... a molti manca il pelo... a molti si vedono solo i loro occhi che implorano... loro soffrono... loro chiedono solo di essere curati e amati...

I gruppi di aiuto possono prenderli... curare… fargli avere un bell’aspetto… Ma loro non vengono adottati... perché? Perchè hanno la leishmania…

Un malattia molto diffusa ma poco conosciuta... ma la cura c'è... è lunga.. costosa... ma c'è...

Ma allora quanti cani malati di leishmania che avrebbero la possibilità di uscire fuori, essere curati e salvarsi la vita si possono tirare fuori?...

Pochissimi, perchè non vengono adottati... e si deve dare la precedenza ai “più adottabili”… ma tu loro li hai visti… e sai che si potrebbero salvare… i cani con la leishmania posso essere curati… è una questione di costi e di impegno… ma loro sono

“condannati a morte” dai pregiudizi…

Non si deve aver paura di ciò che non si conosce... ma bisogna conoscere per poter affrontare...

A.

 
 

Come hai potuto...


 


Quando ero una cucciola, ti ho divertito con le mie buffonate e ti ho fatto ridere. Mi chiamavi la tua bambina e nonostante un certo numero di scarpe rosicchiate ed un paio di guanciali squartati e sparpagliati ovunque, sono diventata la tua migliore amica.

Ogni qualvolta facevo la " discola " mi agitavi il dito davanti al naso e mi chiedevi " Come hai potuto?", ma poi cedevi e mi rotolavi sulla pancia per una grattatina. La mia educazione casalinga fu un po' più lunga di quel che pensavi, perché eri molto indaffarato, ma ci abbiamo lavorato insieme.

Ricordo le notti in cui mi rannicchiavo vicino a te nel letto ed ascoltavo le tue confidenze ed i tuoi sogni segreti e credevo che la vita non sarebbe potuta essere più perfetta. Andavamo a fare lunghe camminate e corse nel parco, giri in macchina, fermate per il gelato (per me solo il cono perchè "il gelato fa male ai cani", dicevi), ed io mi facevo lunghi pisolini al sole, aspettando che tornassi a casa alla fine della giornata. Impercettibilmente, hai iniziato a trascorrere più tempo al lavoro, a pensare alla tua carriera ed a dedicare più tempo alla ricerca di una compagna umana.

Ti ho aspettato con pazienza, consolandoti comunque nei dolori e nelle delusioni, non ti ho mai rimproverato per le decisioni sbagliate e ho salutato con gioia ogni tuo ritorno a casa, anche quando ti sei innamorato. Lei, che ora è tua moglie, non è "persona da cani", ma le ho dato comunque il benvenuto nella nostra famiglia, provando a dimostrarle affetto e obbedendole... Ero felice, perchè tu eri felice.

Quando sono arrivati i bambini, ho condiviso la vostra agitazione. Sono stata affascinata dal loro aspetto roseo, dal loro odore e avrei voluto far loro da madre. Solo voi due potevate temere che potessi far loro del male, ma ho passato la maggior parte del tempo in un'altra stanza, o in gabbia. Oh, come avrei voluto amarli, ma sono divenuta una "prigioniera dell'amore".

Quando hanno iniziato a crescere, sono diventata la loro amica. Si aggrappavano al mio pelo e si trascinavano sulle loro tremolanti gambette, mi cacciavano le dita negli occhi, esploravano le mie orecchie e mi baciavano sul naso. Di loro, adoravo tutto e le loro carezze - perchè le tue carezze erano ormai diventate così rare - ed io li avrei difesi fino alla morte, se fosse stato necessario. Avrei voluto sgusciare dentro i loro letti ed ascoltare le loro ansie ed i loro sogni segreti, ed insieme avremmo aspettato di sentire arrivare il rumore della tua auto.

C'era un tempo in cui, quando qualcuno ti chiedeva se avessi un cane, tu tiravi fuori la mia foto dal portafoglio e iniziavi a raccontare di me. In questi ultimi anni, hai risposto solo "si" e hai cambiato discorso.

Sono passata dall'essere il "tuo cane" a "solo un cane", e tu a lamentarti per ogni spesa affrontata per me. Ora, hai l'opportunità di fare una nuova carriera in un'altra città, e tu e loro vi trasferirete in un appartamento dove gli animali non sono ammessi.

Tu hai preso la giusta decisione per la tua" famiglia", ma c'era un tempo in cui ero io la tua sola famiglia.


Ero eccitata all'idea del viaggio in auto, fino a quando siamo arrivati al rifugio per animali. Odorava di cani e di gatti, di paura, di disperazione.

Hai compilato le carte e hai detto "So che troverete una buona casa per lei". Loro hanno fatto spallucce e ti hanno guardato con sguardo afflitto. Conoscono la realtà che riguarda un cane di mezza età, sia pure con le "carte". Hai dovuto staccare le dita di tuo figlio dal mio collare mentre lui gridava "No, babbo! Per favore, non lasciare che prendano il mio cane!"

Ed ero preoccupata per lui e di che lezione le stavi giusto impartendo su amicizia e lealtà, su amore e responsabilità, e sul rispetto per ogni vita. Mi hai dato una pacca di addio sulla testa, evitando i miei occhi, e ti sei cortesemente rifiutato di portare con te il mio collare ed il mio guinzaglio. Avevi una scadenza da rispettare, ed ora anch'io ne ho una che mi attende.

Dopo la tua partenza, le due gentili signore dissero che certamente tu lo sapevi da mesi di questo trasloco e ciò nonostante non hai fatto alcun tentativo di trovarmi una buona casa. Scossero la testa e mi chiesero "Come hai potuto?".

Qui al canile, con noi sono premurosi, tanto quanto lo permettono i loro impegni. Naturalmente, ci danno da mangiare, ma io già da giorni ho perso l'appetito.

All'inizio, ogniqualvolta qualcuno passava davanti al mio recinto, correvo al cancello, sperando che fossi tu, - che avessi cambiato idea - che questo fosse tutto un brutto sogno...o almeno speravo che fosse qualcuno che si interessasse a me, qualcuno che avrebbe potuto salvarmi.

Quando capii che non avrei potuto competere con lo zampettare di un cucciolo allegro, inconscio del suo destino, mi ritirai nell'angolo più lontano ed aspettai.

Sentii i suoi passi che venivano per me alla fine della giornata, e la seguii silenziosamente lungo il corridoio, fino ad una stanza isolata. Una stanza magnificamente tranquilla.

Lei mi piazzò sul tavolo e mi strofinò le orecchie e mi disse di non preoccuparmi. Il mio cuore martellava nell'attesa di ciò che stava per succedere, ma c'era anche un senso di sollievo.

La prigioniera dell'amore ha esaurito i suoi giorni. Come è mia natura, era più preoccupata per lei. Il fardello che sopporta la opprime profondamente, e lo so, così come conoscevo ogni tuo umore.

Gentilmente mi ha messo un laccio emostatico su una delle mie zampe anteriori, mentre una lacrima le scendeva lungo una guancia. Le leccai la mano così come facevo con te per consolarti tanti anni fa. Senza farmi male mi infilò l'ago ipodermico in vena. Come sentii la puntura ed il freddo liquido scorrere nel mio corpo, mi lascia andare sonnolenta, la guardai nei suoi occhi buoni e mormorai "Come hai potuto".

Forse perchè non capì bene il mio linguaggio canino, mi rispose "Sono così dispiaciuta". Mi abbracciò ed in fretta mi spiegò che era il suo lavoro essere sicura che io andassi in un posto migliore, dove non sarei stata ignorata, o maltrattata o abbandonata, o dove non avrei dovuto arrangiarmi da sola - un posto di amore e di luce, così diverso da questo luogo terreno. E con le mie ultime energie, cercai di spiegarle con un colpo di coda che il mio "Come hai potuto?" non era rivolto a lei. Era per te, Mio Amato Padrone, era a te che stavo pensando...Penserò sempre a te e ti aspetterò per sempre. Che tutti , nella tua vita, possano continuare a mostrarti così tanta lealtà.

By Jim Willis 2001 traduzione di Patrizia Fiorenzato

Una nota dell'autore

Se "How Could You?" ti ha fatto piangere mentre lo leggevi, così come ho pianto io mentre lo scrivevo, è perchè è la storia composita di milioni di "animali da compagnia", che in passato avevano un padrone e che ogni anno muoiono nei rifugi per animali in America e Canada (come anche in Italia!n.d.t.).
Chiunque voglia distribuire questo saggio per scopi non commerciali è ben accetto, purchè sia correttamente riportata la nota sul copyright. Per favore, utilizzate questo saggio per aiutare l'educazione, nel vostro sito, nelle newsletter, nei rifugi per animali, negli ambulatori veterinari e nei bollettini.
Dite alla gente che la decisione di aggiungere un animale alla famiglia, è una decisione importante per la vita, quegli animali meritano il nostro amore e cure sensibili, che trovare una nuova casa idonea per il vostro animale è una vostra responsabilità e qualunque associazione umanitaria locale o lega per la difesa animale può offrirvi buoni consigli, e che ogni vita è preziosa. Per favore, fate la vostra parte per fermare le uccisioni e favorite tutte le campagne per la sterilizzazione per prevenire animali indesiderati.

 
 
L'AMORE DEI CANI
 

Quando venisti a prendermi
ero così piccolo, entrai nella tua mano.

Dicesti che ero il più bello della cucciolata.
Mi portasti a casa.

Un bimbo, tuo figlio, mi accettò con gioia.
Divenimmo amici.

Cresciuto mi insegnasti il gioco della caccia.
Mi dicevi: Bravo!

Qualcuno ti chiedeva : Lo vendi?
Rispondevi "NO"
e il mio cuore di cane ne gioiva,
io ti amavo, anche se mai mi facevi una carezza.

Gli anni sono passati;
son diventato cieco, sordo, malandato,
dimenticato, solo; con poco pane e acqua.

Quando ti sento passare
il mio cuore di cane freme di gioia.

Vorrei venirti incontro
ma son legato e la catena è corta.

Stasera hai detto al figlio,
ormai divenuto uomo:
" Domani uccido il cane o lo abbandono,
non serve più, è un peso morto".

Signore Iddio,
fai che stanotte
io muoia sotto il suo tetto,
che egli non debba sentire
il rimorso del suo gesto


 
 

DIARIO DI UN "CANE PRECARIO"

UN CANE è PER SEMPRE... ANCHE SE CRESCONO...

 

* Settimana 1:
Oggi ho compiuto una settimana. Che bello essere al mondo!

* Mese 1:
La mia mamma si prende cura di me molto bene. E' una mamma esemplare.

* Mese 2:
Oggi mi hanno separato dalla mia mamma. Era molto nervosa e con i suoi occhi mi ha detto addio.
Spero che la mia nuova "famiglia umana" si occupi di me così bene come lo ha fatto lei.


* Mese 4:
Sono cresciuto in fretta, tutto richiama la mia attenzione. Ci sono molti bambini in casa e per me sono come fratelli. Siamo molto irrequieti, loro mi tirano la coda e io li mordo per gioco.

* Mese 5:
Oggi mi hanno rimproverato. La mia padrona si è arrabbiata perchè ho fatto la pipì in casa, però non mi hanno mai detto dove devo farla. Inoltre dormo nel ripostiglio... e già non lo sopporto!

* Mese 6:
Sono un cane felice. Ho il calore di una casa, mi sento al sicuro e
protetto. Credo che la mia famiglia umana mi ama e mi coccola. Quando mangiano mi offrono qualcosa. Il cortile è tutto per me e mi diverto a scavare come i miei antenati, i lupi, quando nascondono il cibo. Non mi educano. Probabilmente gli va bene tutto ciò che faccio.


* Mese 12:
Oggi ho compiuto un anno. Sono un cane adulto. I miei padroni dicono che sono cresciuto di più di quello che pensavano. Sicuramente si sentono molto orgogliosi di me.

* Mese 13:

Oggi mi sono spaventato. Il mio fratellino mi ha preso la palla. Io non prendo mai i suoi giocattoli.
Però ha preso la mia palla. Però le mie mandibole sono forti e gli ho fatto male senza volere.
Dopo lo spavento, mi hanno incatenato e a malapena posso muovermi. Dicono che mi terranno sotto osservazione e che sono ingrato. Non capisco nulla di ciò che succede.


* Mese 15:
E' tutto diverso... vivo incatenato. Mi sento molto solo, la mia famiglia non mi ama più. A volte dimenticano che ho fame e sete. Quando piove non ho un tetto che mi ripari.

* Mese 16:
Oggi mi hanno tolto la catena. Di sicuro la mia famiglia mi ha perdonato ed ero così contento che saltavo con gioia. Addirittura mi portano a passeggio. Eravamo in strada e all'improvviso si sono fermati. Hanno aperto la porta ed io sono sceso felice credendo che fosse la nostra giornata in campagna. Non capisco perchè hanno chiuso la portiera e se ne sono andati.
"Hey,aspettatemi!". Si... si sono dimenticati di me.
Correvo dietro alla macchina con tutte le mie forze. La mia angoscia aumentava nel rendermi conto che quasi svenivo e loro non facevano nulla: mi avevano dimenticato.

* Mese 17:
Ho cercato inutilmente la strada verso casa. Mi sento perduto. Nel mio cammino c'è gente di buon cuore che si impietosisce e mi dà qualcosa da mangiare. Io li ringrazio con lo sguardo e nel fondo dell'anima.
Vorrei che mi adottassero e sarei fedele come nessun altro. Ma mi dicono soltanto "povero cagnolino, forse si è perso".


* Mese 18:
L'altro giorno sono passato davanti a una scuola e ho visto molti bambini e ragazzi come i miei fratellini.
Mi sono avvicinato e un gruppo di loro, ridendo mi ha tirato una pioggia di pietre per vedere chi aveva la mira migliore. Una di quelle pietre mi ha ferito l'occhio e da allora sono cieco.


* Mese 19:
Da non crederci, quando ero più bello avevano più pietà di me. Ora sono molto magro; il mio aspetto è cambiato. Ho perso un occhio e la gente mi caccia con la scopa quando voglio mettermi un po' all'ombra.

* Mese 20:
A malapena riesco a muovermi. Oggi cercando di attraversare la strada in cui passano le macchine, una mi ha investito. Io ero in un posto sicuro chiamato canale, non dimenticherò mai lo sguardo soddisfatto dell'autista, che ha persino sterzato pur di investirmi. Magari mi avesse ucciso, ma mi ha solo slogato il fianco. Il dolore è terribile, le zampe posteriori non reggono più e con difficoltà sono arrivato strisciando fino a un prato.

* Mese 21:
Da 10 giorni sono sotto il sole, la pioggia, il freddo, senza mangiare. Non riesco più a muovermi. Il dolore è insopportabile. Sto molto male; sono in un posto umido e sembra che il pelo stia cadendo. Alcune persone passano senza vedermi, altre dicono: "Non avvicinarti". Io sono quasi incosciente, ma una strana forza mi ha fatto aprire gli occhi. La dolcezza della sua voce mi ha fatto reagire. "Povero cagnolino, guarda come sei ridotto", ha detto... vicino a lei c'è un signore con un camice bianco, mi ha toccato e
ha detto: "Mi dispiace signora, ma per questo cane non c'è rimedio, è meglio che smetta di soffrire". La dolce signora ha pianto e poi ha annuito. Per quanto ho potuto, ho scodinzolato e con lo sguardo l'ho ringraziata perchè mi aveva dato un po' di conforto. Ho sentito soltanto la punta della siringa e mi sono addormentato per sempre, chiedendomi perchè sono nato se nessuno mi voleva.

 

 

 

 

 


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